30/04/2015

Prix SVC Svizzera italiana 2015: intervista a Sergio Tami

immagine

La prima impressione nel contatto con IFEC Consulenze SA di Rivera è quella di respirare un'atmosfera di alto profilo scientifico. E non potrebbe essere altrimenti, viste le credenziali dei suoi direttori e dei collaboratori in generale. Il profilo scientifico è quasi accademico e, infatti, parte del management affianca all'attività professionale anche quella di docenza alla SUPSI, e presso altre scuole superiori. IFEC dispone di un gruppo di collaboratori qualificati con un'età media di 36 anni, molti dei quali al primo impiego e formati all'interno dell'azienda, il 30% di presenza femminile, un fatturato che ha sfiorato i 7 milioni di franchi nell'ultimo anno. La società è tra le sei finaliste del Prix SVC Svizzera italiana di quest'anno, premio dedicato alle migliori realtà imprenditoriali della nostra regione. Abbiamo parlato con il direttore Sergio Tami, che è stato affiancato nell'intervista dagli altri membri della Direzione, ossia Angelo Bernasconi, Dario Bozzolo e Graziano Crugnola.

LA STORIA
DALLA FISICA ALLO SVILUPPO DI PROGETTI IN DIVERSI CAMPI TECNOLOGICI

La società è il risultato di un processo di aggregazione di professionisti e di sviluppo progressivo che va indietro al 1991. È nata ufficialmente come SA nel 2003, operando dapprima quale specialista nel settore della fisica della costruzione e della protezione acustica. La nuova sede attuale è stata creata nel 2006 e si struttura in tre aree specializzate: edilizia-industria, scienze ambientali-territorio e consulenze specialistiche, con propri manager responsabili e specialisti. Ha contribuito alla affermazione dell'azienda anche lo svolgimento di perizie indipendenti particolarmente complesse. Con la partecipazione al progetto AlpTransit-Ceneri, IFEC si è allargata al settore ambientale e dell'impatto di vari fenomeni, come quello delle vibrazioni causate dal traffico ferroviario e stradale. La società può essere considerata "uno studio di consulenza dotato di competenze spiccatamente multidisciplinari", e questo la distingue da un normale progettista, rispetto al quale, IFEC, impiega una maggiore flessibilità e creatività, soprattutto di fronte a compiti particolari. Questo richiede una grande apertura verso la conoscenza ed un grande sforzo di formazione continua: l'innovazione è nel DNA dell'azienda e viene applicata in tutte le attività di consulenza e progettazione.

INTERVISTA DI GIAN LUIGI TRUCCO

Tutte le informazioni sul mercato del lavoro e sull'economia le trovi sul nostro sito web http://www.corriere.ch/economia