27/04/2015

Il prossimo 6 maggio verrà assegnato il Prix SVC Svizzera italiana 2015

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In Ticino sono presenti piccole e medie aziende di tutto rispetto, a volte estremamente competitive e in piena espansione, e che meritano di essere sostenute. Lo Swiss Venture Club (SVC), un'associazione non profit indipendente di imprenditori per gli imprenditori che si propone di sostenere e promuovere le PMI, forza motrice dell'economia svizzera, organizza ogni due anni il PRIX SVC nella Svizzera italiana. In questo modo cerca di contribuire alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro nel Paese.

Su questa iniziativa abbiamo intervistato Gabriele Zanzi, presidente della giuria Prix SVC Svizzera italiana e responsabile della clientela aziendale per la regione Ticino di Credit Suisse, e Hans-Ulrich Müller, presidente di Swiss Venture.


L'INTERVISTA A GABRIELE ZANZI

Da poche settimane le imprese svizzere devono far fronte al nuovo cambio euro-franco. Siamo in un quadro completamente mutato? Le aziende riusciranno a farvi fronte?
La revoca da parte della BNS del tasso di cambio minimo ha avuto come conseguenza un massiccio apprezzamento del franco. I prodotti e i servizi elvetici hanno subìto un forte rincaro rispetto a quelli esteri e il settore dell'export ha improvvisamente perso competitività sul piano dei prezzi, registrando in alcuni casi perdite contabili consistenti. Tra i principali settori elvetici, l'industria alberghiera e della ristorazione è tra le più colpite, come pure i settori orientati all'esportazione e il commercio al dettaglio. Quasi tutti i settori industriali ne risentiranno, anche se in misura diversa: oltre all'orientamento all'esportazione, anche l'entità dei margini, la quota di costi sostenuti in Svizzera e la sensibilità ai prezzi degli acquirenti giocano un ruolo importante. Sono convinto che le aziende supereranno questa crisi. Tuttavia, a breve termine e in alcuni casi, sarà necessario implementare decisioni difficili come per esempio ristrutturazioni aziendali e contenimento dei costi. Grazie alla qualità dei prodotti, alla capacità innovativa e a uno sforzo comune, ritengo che a medio termine le nostre aziende usciranno vincenti dalla situazione.

Lei pensa che basterà spingere ancora sull'innovazione per superare il divario dato dal nuovo cambio o ci saranno ricadute anche su orari di lavoro e occupazione?
È difficile dare una risposta generale perché ogni azienda rappresenta una realtà diversa. Le imprese che per esempio acquistano le materie prime all'estero beneficiano ora di una riduzione dei costi d'acquisto che in parte compensa gli effetti del rafforzamento del franco. Inoltre, ci sono delle tendenze in atto che possono rappresentare un'opportunità di crescita o un ulteriore rischio per talune aziende. Il progresso tecnologico e la crescente digitalizzazione dell'economia e della società rappresentano un'opportunità di crescita nel settore dei servizi IT. I cambiamenti demografici, con il crescente invecchiamento della popolazione nei Paesi industrializzati, determinano un costante aumento della domanda di prestazioni sanitarie, con ripercussioni positive sull'industria farmaceutica e della tecnologia medica. È chiaro che la capacità innovativa resta importante, ma ricordiamoci che l'innovazione richiede investimenti anche cospicui e a volte passano anni prima del lancio sul mercato. Quindi, a breve termine, alcune imprese saranno costrette a risparmiare sui costi per superare la situazione.

Fino a qualche mese fa si parlava di imprese estere che si trasferivano nel cantone per sfruttare le migliori condizioni quadro. Oggi c'è il rischio opposto, cioè che nostre imprese si trasferiscano all'estero?
In genere una simile decisione non è presa alla leggera e sulla base di una situazione temporanea. Occorre valutare attentamente se il risparmio ottenuto compensa eventuali benefici persi. A titolo di esempio lo Swiss made continua a rappresentare un fattore di successo distintivo per molte imprese. All'estero non sempre l'imprenditore trova le condizioni o la manodopera giuste. Non dimentichiamo poi che delocalizzare comporta costi notevoli.

Cosa può fare la politica cantonale e nazionale per migliorare le condizioni quadro?
Nel contesto attuale la politica può sostenere l'economia e l'imprenditorialità soprattutto continuando ad investire nella formazione, in particolare nei settori ad alto valore aggiunto e con interventi volti a ridurre la burocrazia e i costi di nuove regolamentazioni. Inoltre, sarebbe auspicale evitare in generale nuovi aggravi come tasse, imposte o altri contributi vari.

Quali sono i punti di forza delle imprese finaliste del Prix SVC che permettono di essere più competitive sul mercato?
Queste sei aziende si sono contraddistinte offrendo prestazioni eccellenti, affermandosi anche in condizioni di mercato difficili, adattandosi ai cambiamenti e creando nuovi posti di lavoro. Si tratta di aziende dinamiche e ancorate sul territorio contraddistinte da una forte capacità imprenditoriale. La loro vasta esperienza, il loro specifico know-how e la loro capacità innovativa le hanno portate all'attenzione della giuria che ha voluto premiarle.

Come vede il Ticino tra due anni?
Negli anni passati il Ticino ha dimostrato grande capacità di resistenza alle crisi. A due mesi dall'annuncio della BNS, il tasso di cambio tra euro e franco svizzero è risalito dai minimi toccati. Per il 2015 è probabile un sensibile rallentamento della crescita economica elvetica. Per contro, una recessione o addirittura una spirale deflazionistica appaiono piuttosto improbabili. Sono quindi fiducioso che, ancora una volta, il nostro cantone saprà affrontare la situazione, cogliendo le giuste opportunità, continuando a creare valore aggiunto e nuovi posti di lavoro.


L'INTERVISTA A HANS-ULRICH MÜLLER

Con quali strumenti lo Swiss Venture Club (SVC) cerca di promuovere le PMI, e come funziona concretamente questa attività?
Il ruolo dello SVC come promotore dell'imprenditoria è una questione che mi sta molto a cuore. Incentiviamo le PMI mettendo a loro disposizione una piattaforma di networking dove gli imprenditori possono scambiarsi know-how ed esperienze. In questo modo nascono nuovi progetti e nuovi posti di lavoro. Lo Swiss Venture Club si distingue per i suoi eventi, in particolare i Prix SVC, in cui con cadenza regolare vengono premiate aziende esemplari e fortemente radicate a livello regionale. Lo SVC porta queste perle imprenditoriali all'attenzione del grande pubblico, aiutandole così a ottenere una meritata attestazione di stima. I vincitori beneficiano della maggiore visibilità per le loro prestazioni eccellenti, con numerosi riscontri positivi da parte di clienti e fornitori. Inoltre, il legittimo orgoglio mostrato dai collaboratori contribuisce ad aumentare l'attrattività delle imprese vincitrici sul mercato del lavoro. I molteplici impulsi positivi producono quindi effetti favorevoli sull'andamento degli affari.

Le PMI svizzere sono chiamate ad affrontare numerose sfide. Secondo lei, quali provvedimenti potrebbero accrescere la concorrenzialità? E quali mezzi sono a disposizione?
È importante che le condizioni quadro in Svizzera consentano alle PMI di porre l'accento sull'innovazione. In altre parole l'onere amministrativo per le PMI dovrebbe essere contenuto al massimo, e in questo ambito in Svizzera c'è sicuramente un ulteriore margine di miglioramento. Anche gli aiuti iniziali per i neoimprenditori e la messa a disposizione di capitale di rischio per progetti innovativi sono aspetti importanti: con 'SVC – SA per il capitale di rischio delle PMI', lo SVC ha creato un veicolo che ci consente di investire in aziende dalle grandi potenzialità e di sostenerle finanziariamente nelle prime fasi della loro operatività.

Passiamo all'argomento della forza del franco: il settore industriale ne risulta fortemente danneggiato?
Il recente shock valutario lascerà tracce profonde nell'economia svizzera, di questo sono certo. Gli effetti saranno tuttavia diversi per ogni ditta: in funzione del modello operativo saranno necessari provvedimenti, per esempio miglioramenti dell'efficienza, outsourcing di processi, riduzioni sul versante dei costi, oppure una combinazione di tali misure. L'esperienza maturata in occasione delle crisi passate e dell'ultima rivalutazione del franco nel 2011 dovrebbero consentire alle PMI di gestire oggi le nuove sfide in maniera più efficace e flessibile. Sono altresì convinto che la BNS manterrà il corso euro-franco entro una fascia di oscillazione ragionevole, al fine di dare sufficiente ossigeno alle aziende.

Come giudica la capacità innovativa delle PMI svizzere? Che cosa si potrebbe migliorare?
La Svizzera si colloca regolarmente ai vertici di tutte le graduatorie dell'innovazione! Possiamo davvero essere fieri della nostra innovativa piazza industriale, intellettuale e finanziaria. È tuttavia essenziale continuare a promuovere la competitività globale della piazza economica svizzera, senza comprometterla attraverso un clima di instabilità politica o economica.

Le condizioni quadro in Svizzera sono sufficientemente buone per gestire le sfide globali?
La Svizzera vanta numerosi fattori e condizioni quadro ottimali in grado di creare terreno fertile per il tessuto imprenditoriale. I rappresentanti di industria e artigianato indicano spesso come fattori positivi la posizione centrale nel cuore dell'Europa, le ottime vie di collegamento e la popolazione plurilingue, nonché la disponibilità di personale specializzato, motivato e leale e le buone possibilità di formazione per i giovani. A ciò ci aggiunge la vicinanza e l'accesso a eccellenti poli di ricerca e strutture universitarie in tutta la Svizzera. Inoltre, un ruolo importante è svolto anche dalla stabilità delle condizioni quadro, con iter snelli in ambito politico e amministrativo.

Ritiene che la politica sia sufficientemente sensibile per recepire le esigenze delle PMI?
Personalmente, come imprenditore ho vissuto molte situazioni positive in cui politica ed economia sedevano allo stesso tavolo per trovare congiuntamente una soluzione. Lavorare assieme per un obiettivo comune: questo aspetto è particolarmente importante, e sono convinto che la politica sia pienamente consapevole dell'importanza delle PMI per l'economia svizzera. Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale del nostro Paese! Devo purtroppo constatare che il numero di imprenditori politicamente attivi in prima persona è in continuo calo. In seno al processo politico va così persa una certa sensibilità per le istanze specifiche delle PMI. Affrontando tematiche di attualità rilevanti per le PMI in occasione dei suoi eventi, lo SVC cerca di apportare un contributo attivo anche in questo ambito, in modo da favorire una comunione d'intenti tra politica ed economia.

Interviste di Vanni Caratto e Roberto Giannetti

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