21/05/2015

In Svizzera nel 1. trimestre gli occupati sono aumentati su base annua del 2,8% a 4,97 milioni

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Continua ad aumentare il numero dei lavoratori in Svizzera, grazie in particolare all’apporto di stranieri e delle donne, mentre scende il tasso di disoccupazione ILO: stando ai dati pubblicati ieri dall’Ufficio federale di statistica (UST), nel primo trimestre di quest’anno sul territorio nazionale erano occupate 4,97 milioni di persone, il 2,8% in più dello stesso periodo dell’anno precedente. Rispetto ai 5 milioni dell’ultimo trimestre 2014, gli occupati sono invece diminuiti dello 0,72%. In posti equivalenti a tempo pieno l’aumento su base annua nel primo trimestre 2015 è stato del 2,65% a 4,13 milioni. I dati sono calcolati tenendo conto degli occupati all’interno del territorio svizzero, indipendentemente dal fatto che siano persone residenti o non residenti. A livello ticinese su base annua vi è stato un aumento del 4% a 233 mila lavoratori. Nel cantone il numero di donne occupate è salito dell’8% a 100 mila, mentre quello di uomini è progredito dell’1,2% a 133 mila. Questi dati sul Ticino tengono conto anche della manodopera residente all’estero, mentre se si tiene conto solo dei residenti, il numero di occupati è salito del 6,8% a 172 mila. A livello nazionale, la manodopera svizzera è progredita del 2,1% a 3,49 milioni, mentre più marcata risulta la progressione degli stranieri, che hanno visto un incremento del 4,5% a 1,48 milioni. Fra questi ultimi aumentano i titolari di permessi di dimora B (+8,9% a 390.000), i frontalieri (+2,6% a 288.000) e i possessori di un permesso di domicilio C (+4,2% a 734.000), mentre diminuiscono i titolari di un’autorizzazione di breve durata (–7,6% a 48.000). Concentrando l’attenzione sui frontalieri, si nota che la crescita è inferiore a quella rilevata nel 2014, anno che aveva terminato in crescita (dati dei quattro trimestri: +4,1%, +4,3%, +4,0% e +4,4%). L’UST non ha ancora messo a disposizione dati disaggregati cantonali: saranno pubblicati in un secondo tempo. Nel confronto fra sessi e tornando al dato generale si nota un incremento maggiore delle donne occupate (+4,1%) rispetto agli uomini (+1,7%), con dati assoluti di rispettivamente 2,29 milioni e 2,69 milioni. Mentre aumenta l’occupazione generale molti non hanno però un impiego, anche se il loro numero è in calo. Nello spazio di un anno i disoccupati ai sensi dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO) sono diminuiti di 15.000 unità, scendendo a quota 212.000: il tasso si è portato al 4,4% (4,8% nel primo trimestre 2014), con una punta del 7,5% fra i giovani (9,3%). A titolo di confronto la disoccupazione «ufficiale» elvetica – quella calcolata dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e resa nota a scadenza mensile – ammontava in febbraio al 3,5%. Anche in Ticino nel 1. Trimestre il tasso di disoccupazione ILO su base annua è sceso dal 7,9% al 6% (a fine febbraio secondo i dati SECO era al 4,6%). La disoccupazione è scesa anche nel resto d’Europa. Sull’arco di un anno il tasso ILO si è contratto dall’11,0% al 10,2% nell’UE, mentre nell’Eurozona il tasso è sceso dal 12,4% all’11,7%. Anche la quota di disoccupazione giovanile risulta in diminuzione, sebbene continui a essere molto alta: 21,5% nell’UE e 23,5% nella zona euro, con una punta del 45,2% per l’Italia. Solo in Grecia, Spagna e Croazia vi sono più giovani senza lavoro che nella Penisola. La disoccupazione totale italiana è al 13,1%, 0,4 punti in meno di un anno prima. Gli altri Paesi prossimi alla Svizzera presentano tassi che variano dal 5,0% della Germania all’11,1% della Francia, passando dal 5,8% dell’Austria. Negli USA in aprile tasso di disoccupazione era del 5,4%. Tornando alla statistica elvetica, si nota che la disoccupazione tocca assai più gli stranieri (tasso del 8,4%) che gli svizzeri (3,0%). I senza lavoro di lunga durata ai sensi dell’ILO (un anno o più) sono rimasti stabili a 81.000, con una quota che da parte sua è però salita dal 35,8 al 38,3%. Sempre nel 1. trimestre i lavoratori a tempo parziale erano 1,69 milioni (+98.000): di questi 343.000 erano sottoccupati, ovvero avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili a farlo sul breve termine.

ATS/RED.

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