25/06/2015

Autunno caldo in vista del rinnovo - UNIA denuncia: 80 mila lavoratori rischiano di restare senza impiego

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Autunno caldo in vista per l'edilizia svizzera: se la Società svizzera impresari costruttori (SSIC) e i sindacati non dovessero trovare un accordo sul nuovo contratto nazionale mantello (CNM), le organizzazioni dei lavoratori intendono ricorrere a misure di lotta. "La posta in gioco è alta", ha detto Nico Lutz, membro della direzione dell'Unia in una conferenza stampa oggi a Zurigo. Nell'edilizia si rischia una situazione di vuoto contrattuale alla fine dell'anno, quando scade il CNM che regola le condizioni di lavoro di circa 80.000 lavoratori. Finora i partner sociali non sono d'accordo su come andare avanti in futuro. I sindacati Unia e Syna vogliono ora dare i primi segnali con una manifestazione che avrà luogo sabato a Zurigo.

Per i sindacati un prolungamento dell'attuale contratto come proposto oggi dalla SSIC è inammissibile. Vogliono un nuovo CNM che contenga "migliori condizioni". Nel giustificare la sua posizione l'associazione padronale in un comunicato rileva che "le prospettive congiunturali si offuscano e alcune imprese hanno persino introdotto il lavoro ridotto e diminuito i salari". I sindacati - afferma - con il loro "giochi di potere ideologici" rischiano una situazione di vuoto contrattuale. Unia e Syna restano per il momento sulle loro posizioni. "Invitiamo i datori di lavoro a cercare con noi una soluzione - anche nel loro interesse", ha ribattuto Lutz. Finora - ha aggiunto - la SSIC si è rifiutata di partecipare alle trattative. In tal modo si rischia un "duro conflitto".

I sindacati rivendicano tra l'altro una migliore protezione dei lavoratori in caso di maltempo. Inoltre, lamentano che con la crescente pressione delle scadenze si lavora oggi troppo spesso in condizioni pericolose. Ogni anno un lavoratore su cinque s'infortuna, ha sottolineato Lutz.

Inoltre, le organizzazioni dei lavoratori vogliono che le rendite siano garantite da 60 anni e nei prossimi anni ciò potrebbe risultare difficile per cui ritengono necessario negoziare una soluzione.

"Occorrono anche misure contro il dumping salariale", ha detto Serge Gnos membro della direzione del settore costruzione di Unia. Oggi per gli appaltatori è difficile valutare se un'azienda si attiene alle disposizioni inerenti al diritto del lavoro. Gnos ha sostenuto quindi la necessità di creare un ufficio d'informazione centrale dove possono rivolgersi l'impresa generale e gli appaltatori.

Il rappresentante della Syna, Ernst Zülle, ha anche lui criticato l'atteggiamento della SSIC che con il suo blocco delle trattative mette in pericolo la pace sociale nel Paese, ha affermato.

L'attuale contratto per i lavoratori nell'edilizia principale prevede un salario medio di 6000 franchi (x 13), una pensione anticipata a 60 anni, da cinque a sei settimane di vacanze, la settimana di 40,5 ore (durata annuale di lavoro) e il pagamento dello stipendio per 720 giorni in caso di malattia.

ats

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