08/07/2015

La disoccupazione è scesa in giugno al 3,3% ad un passo da quella elvetica (3,1%)

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Il Ticino tenta di riagganciare la Svizzera sul fronte della disoccupazione. In giugno il tasso di disoccupazione è diminuito in Svizzera di 0,1 punti rispetto a maggio, per il quinto mese consecutivo nonostante il franco forte, fissandosi al 3,1%. Ma è soprattutto il dato del Ticino a sorprendere: il tasso è sceso dal 3,5 al 3,3%, secondo i dati della segreteria di Stato dell’economia. Ora la differenza con il resto della Svizzera è di soli 0,2 punti.

«È senza dubbio una situazione eccezionale che è il frutto di una tendenza in atto da un anno a questa parte – spiega Sergio Montorfani, capo della Sezione lavoro del Canton Ticino –. Negli anni precedenti c’è stato in Ticino un aumento dei posti di lavoro ma anche un aumento della manodopera straniera frontaliera. Dal 2014 qualcosa è cambiato: in Ticino la disoccupazione è tendenzialmente scesa, mentre nel resto della Svizzera è calata meno. Allo stesso tempo l’aumento dei frontalieri in Ticino ha perso velocità e questo potrebbe aver lasciato spazio per assumere disoccupati residenti. Al contempo potrebbe essersi sviluppato – è un’opinione personale – un atteggiamento più attento dei datori di lavoro verso i lavoratori residenti».

Poco dovrebbe aver inciso sulla discesa della disoccupazione il fatto che una parte dei senza lavoro esauriscono il diritto all’indennità: «Dal 2011 sono mediamente 200 al mese le persone che perdono il diritto all’indennità di disoccupazione – precisa Montorfani – Di questi, un quarto finisce in assistenza. La situazione non è cambiata nell’ultimo anno e quindi non dovrebbe avere inciso su questo cambio di passo».

«Rispetto ai nostri modelli la disoccupazione in Ticino doveva fermarsi al 3,5% il mese scorso, invece è scesa ancora – aggiunge Moreno Baruffini, ricercatore IRE –. Tra i motivi che hanno fatto andare meglio il nostro cantone ci potrebbe essere un certo ritardo nell’impatto negativo del superfranco». Baruffini è convinto, come Montorfani, che si potrebbe essere anche verificata una maggiore attenzione delle aziende ad assumere i senza lavoro residenti in Ticino: con i numeri limitati del cantone, d’altra parte, basta poco per far cambiare la tendenza. Difficile fare previsioni per i prossimi mesi, ma, senza altri shock negativi, nonostante l’aumento del tasso (che sarà inevitabile nei prossimi mesi) il Ticino potrebbe chiudere con una media di disoccupati pari o inferiore a quella dell’anno scorso (4,2%) e sicuramente migliore di quella del 2013 (4,5%).

Il quadro d’insieme

Alla fine del mese erano iscritti in Svizzera 133.256 disoccupati presso gli uffici regionali di collocamento (URC), ossia 3.093 in meno rispetto al mese precedente. In Ticino erano 5.325 (–341), nei Grigioni 1.662 (–552).

«Gli effetti stagionali positivi compensano attualmente la situazione congiunturale debole», ha dichiarato il responsabile della direzione del Lavoro di SECO Boris Zürcher per quanto riguarda il quadro della Svizzera nel suo insieme. Corretto di queste variazioni, il tasso di disoccupazione nazionale, secondo la SECO, sarebbe al 3,3%.

Zürcher ha ricordato che il mese di giugno è tradizionalmente quello con il tasso di disoccupazione più basso. Da luglio bisogna partire dal presupposto che si assisterà ad un aumento, con l’arrivo di nuovi diplomati sul mercato. Entro dicembre il tasso potrebbe raggiungere il 3,6% nella media nazionale, pari a 150 mila persone. Per l’insieme dell’anno, la SECO si attende un tasso medio del 3,3%. Per il 2016 la previsione è invece del 3,5%.

Migliora il dato sui giovani

Il calo del tasso di disoccupazione è stato trainato dal settore alberghiero e della costruzione, oltre che dagli impieghi temporanei. Nell’industria (4,2% di disoccupazione) e nei servizi (3,8%), la situazione si presenta invece meno rosea. Rispetto allo stesso mese del 2014, il numero di disoccupati è aumentato a livello nazionale di 6.624 unità (+5,2%), scrive la SECO. Nel Ticino c’è stata per contro una diminuzione di 633 unità (–10,6%), nei Grigioni un aumento di 235 unità (+16,5%).

Il numero di giovani disoccupati (15-24 anni) è diminuito di 499 unità (–3,1%) arrivando al totale di 15.853, ciò che corrisponde a 901 persone in più (+6%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate erano 191.090, 1.708 in meno rispetto al mese precedente e 10.401 (+5,8%) in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli URC è aumentato di 558, raggiungendo 10.487 unità. Nel mese di aprile 2015 sono state colpite dal lavoro ridotto 5.116 persone, ovvero 50 in più (+1%) rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende colpite è diminuito di 9 unità (–1,7%), portandosi a 510. Il numero delle ore di lavoro perse è sceso di 12.036 unità (–4,1%) a 283.782 ore. Nel corrispondente periodo dell’anno precedente (aprile 2014) erano state registrate 106.737 ore perse, ripartite su 1.832 persone in 209 aziende. Secondo i dati provvisori forniti dalle casse di disoccupazione, nel corso del mese di aprile 2015, 3.107 persone hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

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