02/07/2015

Nell’ultimo decennio il settore del lavoro interinale è progredito mediamente ogni anno dell’8,25%

Lo scorso anno la massa salariale dei lavoratori temporanei in Svizzera è aumentata del 7,1% rispetto al 2013 a 5 miliardi di franchi. Il giro d’affari delle aziende di servizi per il personale si è attestato a 7 miliardi.
Si tratta di una crescita oltre tre volte superiore a quella del Prodotto interno lordo, indica in un comunicato l’associazione del ramo Swissstaffing, secondo cui nell’ultimo decennio il settore del lavoro interinale è progredito mediamente ogni anno dell’8,25%. Nello stesso periodo, il Pil ha registrato un aumento medio annuo del 2,6%.
Complessivamente, nel 2014 sono state collocate 316.000 persone (+7,5%), che hanno prestato 168 milioni di ore di lavoro (+4,5%).
Ma dopo l’abolizione della soglia di cambio minima con l’euro da parte della Banca nazionale svizzera, è atteso un anno difficile. Secondo l’indicatore settoriale swisstemptrend, dal mese di gennaio l’attività è calata del 9%. «L’economia non può più fare a meno del lavoro temporaneo, poiché l’odierna pressione su ditte e lavoratori è spesso gestibile solo con impieghi flessibili», spiega nel comunicato diffuso ieri Swissstaffing.
Il settore dell’impiego temporaneo ha un andamento pro-ciclico, ma è maggiormente esposto rispetto all’economia globale alle bizze dei mercati, giacché i fornitori di personale avventizio assolvono una funzione di cuscinetto. Secondo uno studio condotto dall’associazione, nel 2014 il 43 per cento delle persone occupate temporaneamente era interessato a ripetere l’esperienza (nel 2010 questo dato si situava al 34 per cento). Ciò in virtù del Contratto collettivo di lavoro (CCL) entrato in vigore nel 2012, che offre maggiore sicurezza grazie a regole unitarie. Inoltre i lavoratori temporanei sono oggi molto più qualificati e meglio retribuiti.

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