09/09/2015

In agosto disoccupati al 3,4% nel cantone, in aumento su luglio ma in calo su base annua A livello nazionale il tasso è del 3,2%, con un incremento anche rispetto a 12 mesi prima

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Il tasso di disoccupazione in Svizzera è aumentato di 0,1 punti in agosto rispetto a luglio, fissandosi al 3,2%. Una crescita analoga è stata registrata anche in Ticino, dove il tasso ha raggiunto quota 3,4%, mentre nei Grigioni la situazione è rimasta invariata (1,3%), indica una nota della Segreteria di Stato dell’economia (SECO).

Rispetto allo stesso mese del 2014 la disoccupazione in Svizzera è più alta di 0,2 punti, mentre per il Ticino il dato è più basso di 0,4 punti: ciò permette di continuare il processo di avvicinamento tra il dato nazionale e quello cantonale.

In totale a fine agosto si contavano in Svizzera 136.983 persone iscritte agli Uffici regionali di collocamento (URC), 3.229 in più rispetto a luglio. Se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno, il numero di disoccupati è aumentato di 8.549 unità. Il tasso di senza lavoro era allora del 3,0%. La crescita è stata particolarmente significativa fra i giovani. Nella fascia di età che va dai 15 ai 24 anni i disoccupati sono aumentati di 3.377 rispetto a luglio, raggiungendo le 20.559 unità. Su base annua la progressione è stata di 1.243 unità. «Il dato era atteso, dato l’afflusso di giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato al termine del periodo di formazione», ha detto Boris Zürcher, responsabile della Direzione del lavoro presso la SECO. L’aumento dei disoccupati ha interessato sia gli uomini (+1,7%), sia le donne (+3,3%), gli svizzeri (+3,4%) così come gli stranieri (+1,2%).

Nel confronto cantonale, fanalino di coda rimane Ginevra, con un tasso del 5,5% (stabile da un mese all’altro). Neuchâtel (5,4%) e Vaud (4,9%) accusano gli aumenti più forti (di 0,2 punti) e si classificano nelle ultime posizioni. In cima alla graduatoria Uri (invariato) e Obvaldo (–0,1 punti), con un tasso pari allo 0,7%. La disoccupazione è rimasta stabile a Zurigo (3,4%) ed è aumentata di 0,1 punti a Berna (2,5%).

Complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate in agosto erano 192.669, 1.730 in più rispetto al mese precedente e 12.789 in più rispetto al corrispondente periodo del 2014. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli URC è aumentato di 553 unità, raggiungendo quota 10.905.

La SECO ha diffuso anche i dati relativi alla disoccupazione parziale, che si riferiscono al mese di giugno. Le statistiche indicano che sono state colpite dal lavoro ridotto 5.278 persone, 145 in meno rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende interessate è diminuito di 10 unità, portandosi a 522. Il numero delle ore di lavoro perse è aumentato di 19.262 unità, portandosi a 292.350. Secondo i dati provvisori forniti dalle casse di disoccupazione, afferma ancora la SECO, sono 3.729 le persone che in giugno hanno esaurito il diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Baruffini (IRE): «Buon trimestre»

Continua a colpire l’andamento positivo, data la situazione generale, del Ticino. «Questi ultimi dati dimostrano che le nostre previsioni sul terzo trimestre sono state fin troppo prudenti – afferma Moreno Baruffini, ricercatore dell’IRE (l’Istituto di ricerche economiche che fa capo all’Università della Svizzera italiana) –. Anche se ci fosse un repentino peggioramento in settembre, avremo comunque un dato sui tre mesi migliore di quello dello stesso periodo dell’anno scorso (4,4%)».

I ricercatori IRE già nel loro PanelCODE di agosto indicavano tra le dinamiche positive in atto nel cantone, che vede anche crescere l’occupazione, una nascita di nuove imprese capaci di creare posti di lavoro aggiuntivi.

ATS/RED.

«Con un metodo sperimentale stiamo cercando di capire quali sono i settori che spingono di più l’occupazione – spiega Baruffini –. Sicuramente si nota una certa stabilità nei settori più tradizionali come il bancario, le costruzioni o alberghi e ristorazione. I nuovi posti ipotizziamo possano venire da imprese più innovative, attive per esempio nei servizi alle imprese, nella logistica, nella meccatronica o come start-up culturali».

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