26/09/2016

È stata sottoscritta un’intesa tra i sindacati e la Società impresari costruttori contro la concorrenza sleale Locatelli: «È previsto pure il blocco dei cantieri» – Galli: «Lo scopo è quello di intervenire il prima possibile»

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MICHELLE CAPPELLETTI

«L’obiettivo principale è di combattere la concorrenza sleale, una politica dei prezzi poco seria e la crescente pressione sui lavoratori che sta mettendo in pericolo il futuro del settore della costruzione nella nostra regione». Questo l’intento dichiarato da Unia, dall’Organizzazione cristiano sociale (OCST) e dalla Società impresari costruttori Ticino (SSIC-Ti) che ieri a Bellinzona hanno sottoscritto il protocollo d’intesa in vista del rinnovo del Contratto collettivo di lavoro dell’edilizia e del genio civile. Protocollo che entrerà in vigore il 1. gennaio 2017 e che completerà il CCL che verrà rinnovato entro la fine dell’anno e che sarà valido fino al 2018, quando scadrà anche il Contratto nazionale mantello. La nuova intesa contiene sì aspetti finanziari, come l’adeguamento dell’indennità per il pranzo che passa da 1,40 all’ora a 1,50, ma come ha precisato il responsabile del settore edilizia di Unia Dario Cadenazzi «l’elemento centrale è la convergenza tra le parti sulle problematiche di fondo di un settore sotto pressione». Per il presidente della SSIC-Ti Mauro Galli «si tratta di un primo traguardo che ci porterà nei prossimi mesi ad avere un nuovo contratto. Il nostro timore è che si instauri un non rispetto delle regole sistematico». Il direttore degli impresari Nicola Bagnovini ha aggiunto che «il mercato del lavoro sta cambiando e le aziende vogliono una concorrenza sana. Abbiamo già un CCL all’avanguardia, il problema ora è agire per farlo rispettare».

Tra le misure contenute nel protocollo vi è quella relativa all’utilizzo di manodopera proveniente da agenzie interinali che sarà disciplinata a seconda del numero di personale presente sul cantiere: fino a 5 lavoratori sarà ammesso il prestito di un impiegato, tra i 6 e i 10 lavoratori sarà consentito l’impiego di due lavoratori interinali, oltre gli 11 sarà consentitoil prestito massimo del 20%. Inoltre, «è fatto divieto alle imprese - salvo casi eccezionali debitamente motivati e previa autorizzazione della Commissione paritetica cantonale - di assumere personale temporaneo nei due mesi seguenti il termine di disdetta relativo al licenziamento di uno o più lavoratori impiegati a tempo determinato o indeterminato», si legge nel documento. Inoltre, di principio sarà proibito il lavoro su chiamata senza una garanzia minima di ore e i contratti di lavoro a tempo parziale dovranno essere autorizzati dalla Commissione paritetica, ente che andrà verso la professionalizzazione. La concorrenza sleale che intende combattere è quella operata da ditte che «assumono personale a tempo parziale per poi farlo invece lavorare al 100%», ha detto il direttore del Segretariato della commissione paritetica Alessandro Capelli .

Ma non è tutto. Il responsabile dell’OCST per il settore dell’edilizia Paolo Locatelli ha dichiarato che è previsto anche il blocco dei cantieri: «Si tratta di uno strumento efficace e la Legge sulle imprese artigianali dal 1. ottobre ci fornirà una base legale sulla quale poter agire in tal senso. Verrà utilizzato nei casi gravi per bloccare chi sistematicamente e con metodo cerca di aggirare l’ostacolo beffandosi di chi invece le regole le rispetta». Bagnovini ha poi posto l’accento sulla problematica dei subappalti, precisando che nei grandi cantieri è impossibile far lavorare unicamente ditte ticinesi, ma che «occorrono regole più ferree anche per i subappaltatori. Spesso sono loro a non rispettare il mercato del lavoro». Sul fronte dei controlli sarà attiva la Commissione paritetica: «Il mondo dei furbi diventa sempre più complesso e fantasioso, per questo stiamo intensificando la collaborazione anche con altri enti come ad esempio l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro e l’Amministrazione federale delle dogane», ha rilevato Capelli. Metodi sempre più creativi che spesso non sono riscontrabili nei normali controlli amministrativi ma che emergono solo dalle testimonianze dei lavoratori, ha sottolineato Locatelli. «Ci sono lavoratori assunti al 50% che in realtà lavorano al 100%, oppure restituiscono in contanti una parte del salario». Resterà ora da vedere cosa accadrà in caso di ricorso: le misure sono già contemplate nella Legge federale sulle commesse pubbliche, occorrerà vedere cosa accadrà nel settore privato.

le misure principali:

interinali

Secondo il protocollo dal 1. gennaio 2017 la messa a disposizione della manodopera da parte delle agenzie interinali sarà disciplinata in funzione del numero di lavoratori presenti sul cantiere: fino a 5 sarà ammesso il prestito di un lavoratore, tra i 6 e i 10 lavoratori sarà consentito l’impiego di due lavoratori interinali, oltre gli 11 sarà ammesso il prestito massimo del 20%.

personale temporaneo

«È fatto divieto alle imprese - salvo casi eccezionali debitamente motivati e previa autorizzazione della Commissione paritetica cantonale - di assumere personale temporaneo nei due mesi seguenti il termine di disdetta relativo al licenziamento di uno o più lavoratori impiegati a tempo determinato o indeterminato», si legge nel protocollo.

Tempo parziale

Il lavoro su chiamata senza una garanzia minima di ore di lavoro è di principio proibito, mentre «i contratti di lavoro a tempo parziale devono essere autorizzati dalla competente Commissione paritetica cantonale», recita il documento. I contratti saranno validi unicamente se verranno comunicati il grado di occupazione, i giorni della settimana di impiego, la fascia oraria di impiego previsto e la motivazione.

stop ai lavori

Dal 1. gennaio 2017 viene inoltre creata una base contrattuale che prevede in caso di grave inadempienza il blocco dei cantieri da parte della Commissione paritetica.

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