17/10/2016

Anche l’associazione di categoria locarnese aderisce all’azione vetrine spente per Halloween Il presidente Caroni: «Serve un cambiamento di mentalità, anche da parte del consumatore»

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(Foto Archivio CdT)

SI SPEGNERANNO? La SCIA invita i suoi soci ad aderire all'iniziativa del 31 ottobre, ma è difficile dire quanti negozianti, anche in piazza Grande, oscureranno le vetrine.

BARBARA GIANETTI LORENZETTI

Una crisi della quale non si vede la fine. Un’immobilità – quando non è flessione – dalla quale il commercio del Locarnese (così come quello del resto del cantone) fatica ad emergere, rimanendo immerso in un buio figurato. Che si trasformerà in oscurità reale il prossimo 31 ottobre, quando anche i negozianti affacciati sul Verbano dovrebbero prender parte all’azione vetrine spente, promossa da Cristina Maffeis, titolare di due attività a Muralto e Bellinzona. All’iniziativa pensata per la notte di Halloween ha dapprima aderito la Società commercianti della Capitale, seguita poi da quella di Chiasso. Ora, dunque, anche la Società commercianti, artigiani e industriali del Locarnese (SCIA) ha deciso di invitare i propri aderenti a partecipare all’azione dimostrativa. Pensata per sensibilizzare sulla situazione in cui si dibattono soprattutto i piccoli commerci.

E per rendersi conto che nemmeno nella nostra regione si sorride, basta fare due passi in piazza Grande e nei suoi dintorni. Numerosi sono infatti gli spazi lasciati vuoti da negozi che hanno cessato l’attività negli ultimi mesi e ancora non occupati. Inoltre spesso chi continua a lavorare, lo fa con grande fatica. «Per le aziende familiari – commenta Giovanni Caroni , presidente della SCIA – è diventato davvero difficile riuscire ad andare avanti. Tant’è vero che molti negozi (soprattutto in centro) sono stati sostituiti da punti vendita di società di servizi oppure da filiali di catene commerciali nazionali e internazionali». Fra le difficoltà denunciate dalla promotrice dell’azione vetrine spente, quella legata agli affitti, sempre più pesanti per le cifre d’affari in costante calo e che i proprietari d’immobili non sarebbero disposti ad abbassare, nonostante i tassi d’interesse ai minimi storici. La situazione è così anche nel Locarnese? «In effetti – risponde Caroni al CdT – quello delle pigioni elevate può diventare un problema, peraltro sollevato anche dai colleghi di Lugano. Devo però anche dire che sono a conoscenza di casi in cui i commercianti hanno chiesto e ottenuto una riduzione dell’affitto».

A pesare sulla crisi del settore, aggiunge il presidente della SCIA, rimane comunque forte la concorrenza. Anzi, due tipi di concorrenza. «Quella – specifica – del commercio online, che ora comincia a farsi sentire in modo abbastanza determinante anche da noi. E quella, ormai ben conosciuta, con l’Italia». Un tema di grande attualità, quest’ultimo, che non smette di far discutere, «e che non è sicuramente facile da contrastare – prosegue Caroni -. Del resto, lo abbiamo già detto e ripetuto: da noi gli operatori del settore non hanno più margini di manovra per agire sui prezzi e non si può però nemmeno condannare il consumatore che fa la spesa oltre frontiera, arrivando a risparmiare anche il 30 per cento». Un gatto che si morde la coda, insomma.

«Quel che ci serve – prosegue il presidente dell’associazione locarnese di categoria – è un cambiamento di mentalità. Se i commercianti sono chiamati a fare ogni sforzo per soddisfare il cliente, se alla politica si chiede di creare condizioni quadro favorevoli, anche il consumatore dovrebbe fare la sua parte, cercando – nel limite del possibile – di far capo alle attività locali. Mettendo sul piatto della bilancia anche l’indotto dello shopping al di qua della frontiera. Si pensi agli affitti versati di cui parlavamo prima, ai salari garantiti al personale, alla formazione degli apprendisti, agli investimenti effettuati in vari ambiti dai negozianti. Un circolo virtuoso, insomma, che andrebbe favorito in ogni modo». E per sensibilizzare ulteriormente il pubblico sulla necessità di sostenere l’economia cantonale la SCIA aveva ideato la campagna Original Ticino, alla quale hanno aderito diverse altre società di categoria e che sarà rilanciata a breve con nuove iniziative.

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