15/10/2016

Il gruppo operativo per il collocamento ha trovato una soluzione per 145 giovani su 180 Rita Beltrami: «Privi di un posto i casi più problematici e fra loro c’è chi non si fa reperire»

immagine

(Foto Maffi)

QUESTIONE DI SCELTE La maggior parte dei giovani che optano per un apprendistato s'inserisce nel settore artigianale-artistico-industriale.

MASSIMO SOLARI

Molti, ma non ancora tutti. Lo speciale Gruppo operativo per il collocamento a tirocinio (GCT), istituito dalla Divisione della formazione professionale del DECS, è riuscito a trovare una soluzione per 145 giovani che a fine agosto si trovavano ancora senza un posto di apprendistato. Sono invece una trentina – 35 secondo i dati ufficiali di inizio ottobre – quelli tutt’ora senza meta. «Il nostro lavoro si esaurirà con la fine del mese» indica in tal senso Rita Beltrami, a capo dell’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale, aggiungendo che il bilancio conclusivo della campagna verrà presentato in una conferenza stampa a metà novembre. In merito ai giovani che al termine della scorsa estate si erano annunciati al GCT, Beltrami dunque precisa: «Dei 99 ragazzi che aveva no proceduto con un’autosegnalazione, in 68 casi abbiamo individuato uno sbocco. Per quanto concerne invece gli 81 indecisi al termine delle scuole medie, ben 77 sono riusciti a trovare una collocazione». In questo quadro va quindi spiegato che c’è chi è riuscito a strappare un contratto d’apprendistato, chi ha deciso di intraprendere una scuola post-obbligatoria o ancora chi ha optato per un periodo di stage.

«Il gruppo operativo e i diversi ispettori di tirocinio hanno svolto un lavoro prettamente di collocamento, alla ricerca di nuovi posti» rileva Beltrami, menzionando le due ipotesi attorno alle quali si è operato: «Per il loro collocamento, i giovani che abbiamo trattato hanno presentato un indirizzo principale e un’alternativa». Una procedura necessaria, questa, dal momento che alla fine dell’estate alcuni settori – come quello del commercio – non disponevano praticamente più di posti di tirocinio.

Ma come si comportano i differenti ragazzi di fronte a un’eventuale cambio di programma? abbiamo chiesto a Beltrami: «Alcuni si adattano, altri no. E questi ultimi sono i casi più difficili da gestire. Mi riferisco a giovani che magari rinunciano a uno stage dopo solo mezza giornata, quando servirebbe un po’ più di tempo per valutare il posto offerto». Sempre in tal senso v’è però un’altra problematica con la quale gli orientatori e gli ispettori del GCT hanno dovuto confrontarsi. «Purtroppo succede che alcuni giovani che si erano autosegnalati, e per i quali stiamo cercando una sistemazione, non si rendono reperibili» riconosce Beltrami. Per poi sottolineare come per la trentina di ragazzi non ancora collocati è per contro «fondamentale mantenere un filo aperto con i vari ispettori di tirocinio».

In calo i frontalieri

Quando mancano all’incirca due settimane al termine della campagna di collocamento – e con alcuni giovani a cui proprio in questi giorni sono stati proposti degli stage – Beltrami giudica comunque positiva l’attività del GCT. «Quest’anno trovo che vi sia stato un leggero miglioramento, anche se, va detto, ogni anno presenta delle sue particolarità e un giudizio completo lo si potrà fornire solo a bocce ferme». In ogni caso, e come già riscontrato nel 2015, «si conferma il calo dei posti di apprendistato messi a disposizione di frontalieri». Lo sguardo va tuttavia allargato e non basta solo riconvertire queste opportunità a favore dei residenti. Beltrami fa l’esempio del ramo artigianale o dell’edilizia, dove di norma gli apprendistati andavano anche a giovani italiani. «Ma ad agosto – sottolinea la nostra interlocutrice – per queste professioni non figurava alcun contratto scoperto».

Più in generale i dati presentati il 18 agosto dal DECS indicavano che delle 4.762 aziende formatrici interpellate, erano 1.277 quelle disposte a offrire un tirocinio (1.410 nel 2015). Il tutto per un totale di 3.074 posti (erano 3.108 l’anno scorso). E a fronte della trentina di giovani a oggi non ancora collocati, due mesi fa erano 1.854 i giovani con in mano un contratto e tra questi 500 frontalieri.

Tutte le informazioni sul mercato del lavoro e sull'economia le trovi sul nostro sito web http://www.corriere.ch/economia