14/09/2016

Approvata dagli Stati la legge quadro - Filippo Lombardi (PPD): in Ticino sono tutti d'accordo - Mossa antidumping

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BERNA - In futuro sarà possibile prorogare i Contratti normali di lavoro (CNL), che fissano salari minimi nei settori dove sono stati rilevati casi di dumping. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando, con 30 voti contro 14 e un astenuto, la revisione della Legge sui lavoratori distaccati. Il testo, già approvato dal Nazionale, dà ai cantoni l'autorizzazione di prolungare i CNL nei casi in cui si potrebbero ripetere abusi al momento della scadenza senza avviare una complicata e costosa procedura. Si tratta di una delle misure di accompagnamento alla libera circolazione che permette ai cantoni di introdurre per un certo periodo salari minimi nei settori dove sono stati constatati abusi salariali gravi e ripetuti.

La maggioranza della commissione avrebbe però voluto una versione più restrittiva nella quale la proroga sarebbe stata concessa solo in presenza di nuovi abusi e se vi è il sospetto che potessero nuovamente ripetersi. La commissione riteneva che, rendendo troppo facili i prolungamenti dei CNL, si sarebbe corso il rischio che venisse applicato un salario minimo senza che vi sia la prova del dumping salariale. Contro tale proposta più restrittiva si è fortemente battuto un agguerrito Filippo Lombardi (PPD/TI): "In Ticino sono tutti d'accordo, economia e partner sociali vogliono prolungare i CNL senza ostacoli burocratici", ha sottolineato più volte il "senatore" popolare democratico. La situazione in Ticino, dove sono in vigore 16 di questi contratti, è completamente diversa da quella esistente nella Svizzera nordalpina, ha aggiunto Fabio Abate (PLR/TI) rivolgendosi direttamente ai colleghi.

Gli Stati hanno anche seguito il Nazionale per quel che concerne l'ammontare delle multe massime per i datori di lavoro che violano le condizioni lavorative e salariali minime previste dalle misure di accompagnamento: passeranno da 5'000 a 30'000 franchi. La sanzione è destinata principalmente ai datori di lavoro stranieri che operano in Svizzera con personale distaccato e che non rispettano le condizioni lavorative e salariali elvetiche, ma ha ripercussioni anche sulle imprese con sede in Svizzera che violano le disposizioni. Avendo già deciso di ancorare la questione della proroga dei CNL nella legge, il Consiglio degli Stati ha poi deciso di archiviare il disegno governativo sulle stesso tema. La revisione della Legge sui lavoratori distaccati torna invece al Consiglio nazionale per l'esame delle divergenze.

Nell'ambito della revisione della legge sui lavoratori distaccati, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi un testo caldeggiato dalla deputazione ticinese, già accolto dal Nazionale, che dà ai Cantoni l'autorizzazione di prolungare i CNL nei casi in cui si potrebbero ripetere abusi al momento della scadenza, senza avviare una complicata e costosa procedura.

CHI È SODDISFATTO E CHI NO

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) deplora in una nota la decisione parlamentare che consente di prorogare più facilmente i contratti normali di lavoro (CNL), che fissano salari minimi nei settori dove sono stati rilevati casi di dumping. Soddisfatta invece l'Unione sindacale svizzera (USS).
 

Soddisfatto il DFE

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia esprime soddisfazione per il nuovo passo avanti compiuto oggi nell’ottimizzazione delle misure d’accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Dopo che il Consiglio Nazionale, a marzo, ha adottato la proposta di Marco Romano volta a facilitare il rinnovo dei contratti normali di lavoro (CNL) che impongono salari minimi obbligatori nei settori in cui è stato riscontrato dumping salariale, oggi anche il Consiglio degli Stati è andato nella stessa direzione, votando la revisione della Legge sui lavoratori distaccati e la proroga dei contratti normali di lavoro che prescrivono salari minimi. Per raggiungere questo risultato è stato importante il buon lavoro di squadra con la Deputazione ticinese alle Camere federali. Ricordiamo che la possibilità di rinnovo facilitato dei CNL – che renderà meno burocratico per lo Stato e per le aziende quest’ultima procedura – si aggiunge all’inasprimento delle sanzioni massime previste dalla Legge sui lavoratori distaccati (con un importo massimo che passa da 5’000 a 30’000 franchi), pure oggetto della positiva decisione odierna. Si resta ora in attesa del voto finale che, qualora positivo, permetterà di rendere operative queste misure. Il Cantone Ticino è già pronto all’attuazione delle nuove disposizioni, così come previsto nelle 8 prime misure a tutela del mercato del lavoro ticinese varate dal Dipartimento delle finanze e dell’economia nel settembre 2015.

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