07/03/2016

Nove giovani su dieci che hanno terminato un apprendistato di impiegato di commercio si sentono ben preparati per il loro primo impiego.

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È quanto emerge da un sondaggio realizzato lo scorso anno presso 3.000 neodiplomati dalla Società impiegati di commercio (SIC).

Quattro mesi dopo aver ottenuto il certificato federale, la maggior parte di loro ha trovato un lavoro ed è cosciente dell’importanza dell’informatica nell’era digitale, si legge in una nota diffusa ieri dalla SIC. Il 93% ha inoltre previsto di seguire una formazione continua dopo l’apprendistato.

Stando al presidente della SIC, il consigliere agli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH), «i giovani che fanno il loro ingresso sul mercato del lavoro sanno che il perfezionamento durante tutta la vita è essenziale». Il debole tasso di disoccupazione tra i giovani impiegati di commercio e il fatto di «sfornare» ogni anno 11.000 nuovi diplomati mostra che l’apprendistato commerciale rimane al momento un modello di successo.

Gli stipendi delle persone che entrano nella vita attiva sono generalmente soddisfacenti. Tuttavia un impiegato di commercio su cinque guadagna meno del salario minimo di 4.000 franchi al mese (tredicesima compresa) raccomandato dalla SIC. L’indagine, che concerne per la prima volta anche i salari degli apprendisti, mostra che durante il terzo anno di apprendistato, le paghe si situano al di sotto dei 1.480 franchi mensili.

La legge, che prevede un minimo di cinque settimane di vacanza per gli impiegati con meno di 20 anni, è inoltre aggirata nel 20% dei contratti di lavoro. La SIC ha richiamato quindi le imprese ad un maggiore rispetto delle misure di protezione della gioventù.

Giovani cercano posti interessanti

Per la prima volta, le persone sono state interrogate sui criteri che considerano importanti nella ricerca di un nuovo impiego. Il 60% ambisce a un posto interessante e a un buon clima di lavoro. In terza e quarta posizione figurano le possibilità di carriera e lo sviluppo professionale, nonché un salario equo.

Vi sono però delle differenze tra donne e uomini: se per questi ultimi le possibilità di far carriera (59,1%) e un salario equo (49,7%) sono i fattori più importanti, per le giovani apprendiste il clima di lavoro (66,5%) arriva nettamente in testa.

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