10/06/2015

In maggio sul territorio nazionale il tasso diminuisce al 3,2%, mentre in Ticino cala al 3,5%

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Il tasso di disoccupazione in Svizzera in maggio è diminuito al 3,2% dal 3,3% nel mese di aprile, comunica la Segreteria di Stato dell’economia (SECO). In Ticino e nei Grigioni il tasso è sceso di 0,2 punti percentuali a, rispettivamente, 3,5% e 2%.
La situazione è più difficile in Romandia, soprattutto nei cantoni di Ginevra (5,5%), Neuchâtel (5,3%) e Vaud (4,8%). Secondo i rilevamenti della SECO, alla fine dello scorso mese in Svizzera c’erano 136.349 iscritti presso gli uffici regionali di collocamento (URC), ossia 4.782 o il 3,4% in meno rispetto al mese precedente. In Ticino se ne contavano 5.666 (–5,6%) e nei Grigioni 2.214 (–9,2%). Rispetto a maggio 2014 il numero di disoccupati è invece aumentato di 6.039 unità (+4,6%) in tutto il Paese. In Ticino sono per contro calati del 7,8%, mentre nei Grigioni sono cresciuti del 10,3%.
Secondo Boris Zürcher, responsabile della Direzione del lavoro presso la SECO, «il peggioramento dell’economia si manifesta chiaramente» nelle cifre, tuttavia gli effetti stagionali positivi hanno più che compensato quelli congiunturali.
Hanno patito le conseguenze del rafforzamento del franco non solo i rami orientati all’esportazione. Il numero dei disoccupati, ha spiegato Zürcher in una conferenza telefonica, è cresciuto soprattutto nel settore della trasformazione, nella metallurgia, nell’elettrotecnica e nelle costruzioni. La situazione si è rivelata più eterogenea nel commercio al dettaglio, mentre il settore sanitario è risultato resistente agli sviluppi congiunturali.
Il numero di giovani disoccupati (15-24 anni) è diminuito di 1.130 unità (–6,5%) arrivando al totale di 16.352, ciò che corrisponde a 953 persone in più (+6,2%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate erano 192.798, 6.548 o il 3,3% in meno rispetto al mese precedente e 8.362 (+4,5%) in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
Intanto il numero dei posti vacanti annunciati presso gli URC è diminuito di 287 unità (–2,8%) a 9.929 nel giro di un mese. Rispetto al maggio dell’anno scorso risulta una flessione di 3.228 unità (–24,5%).
Nel mese di marzo (ultimi dati disponibili) sono state colpite dal lavoro ridotto 5.066 persone, ovvero 1.473 in più (+41,0%) rispetto a febbraio. Il numero delle aziende interessate è aumentato di 119 unità (+29,8%), portandosi a 519. L’evoluzione è legata all’abbandono della soglia di cambio minima tra franco ed euro, decisa a metà gennaio dalla Banca nazionale svizzera. Ma Boris Zürcher, responsabile della Direzione del lavoro presso la SECO, relativizza le cifre: il livello del lavoro ridotto continua ad essere basso e le richieste di futura diminuzione del tempo di lavoro risultano stabili.

Manpower: prospettive positive
Le prospettive d’impiego in Svizzera nel terzo trimestre vengono considerate in maniera positiva, secondo il relativo barometro di Manpower. Anche in Ticino torna l’ottimismo. Per il periodo luglio-settembre 2015, il 6% dei 750 datori di lavoro interrogati nella seconda metà di aprile prospetta un aumento dei propri effettivi, mentre il 5% prevede un calo. L’83% non si attende variazioni e il 6% non si è ancora formato un’opinione. La previsione per il mercato del lavoro al netto degli effetti stagionali è di una progressione del 2%, contro il +4% del secondo trimestre e il –2% del primo. Per luglio-settembre 2014 era del +3%. L’ottimismo viene sostenuto nuovamente dalla tendenziale flessione della disoccupazione, indica il direttore generale di Manpower Svizzera Patrick Maier. I datori di lavoro di quattro dei dieci rami esaminati vedono però un aumento degli effettivi nel prossimo trimestre. A livello geografico prospettive favorevoli in sei regioni su sette. Le più ottimiste sono le aziende della Svizzera nordoccidentale (+8%). Per il Ticino risulta un +1%, 11 punti in più del secondo trimestre e 15 in più di luglio-settembre 2014.

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